circo sociale – circo nel deserto

Il progetto
Il progetto Circo nel Deserto nasce a Bologna dopo la collaborazione di ArterEgo con El Ouali,una Onlus del territorio bolognese attiva nella cooperazione e negli aiuti umanitari verso il popolo Saharawi.per 2 anni ha realizzato spettacoli e laboratori durante il periodo di accoglienza dei bimbi Saharawi nella provincia Bologna,e a febbraio del 2011 un membro della compagnia ha già eseguito un sopralluogo nei campi profughi di Smara,Dhakla e Awsard. proponendo spettacoli e laboratori in varie scuole e centri culturali Saharawi.prima esperienza è stata utile per conoscere la cultura e le problematiche sociali dei giovani legate alla vita nei campi,stabilire legami con le istituzioni del posto e capire le dinamiche degli aiuti umanitari inerenti alla cultura.compagnia per promuove il progetto ha organizzato a Casalecchio di Reno (Bo) il 10 e 11 di giugno 2011 un festival di circo contemporaneo dal nome “ Equilibri” e durante tutta la stagione primaverile e l’attuale stagione fino a maggio 2012 una rassegna di varietà circense, Salt’in Blogos (tutti i primi venerdì del mese), dove si presentano nuove performance che saranno utilizzate nella creazione dello spettacolo da presentare in Africa.

Il gruppo che promuove questo progetto,nasce a Bologna,in seguito a una prima esperienza di uno di loro nei campi di Tindouf.il progetto Saharawi si sono fuse tre realtà del territorio bolognese, ArterEgo (circo), Marakatimba (percussioni samba) e Officina delle Muse (tecnica). Si incontra settimanalmente al centro giovanile Blogos di Casalecchio dove si allenano e organizzano spettacoli di varietà circense,il cui ricavato serve a finanziare il progetto.

Nel sociale
Visto che il Circo non può “raccontare” alla stessa stregua del linguaggio della parola, per il semplice motivo che non è una lingua, è per noi il mezzo più adatto a riportare messaggi universali a tutti. rappresentazione teatrale o circense pensiamo possa essere un contributo forte nei campi profughi, infatti in territori che hanno subito e subiscono tuttora violenze, ingiustizie politiche ed emarginazione sociale si può creare deperimento dello spirito e della creatività. il progetto sia rivolto a tutta la popolazione Saharawi,particolare attenzione sarà rivolta ai giovani,che stanno vivendo un momento molto duro per la propria identità culturale e le loro aspettative per il futuro,in quanto le loro possibilità sono vincolate alla loro posizione di rifugiati.finanziati da Regioni o altri enti portano aiuti legati a questioni mediche e legali che sono la base concreta di un supporto, ma non crediamo siano le uniche cose indispensabili in un territorio in conflitto. Il teatro provoca uno scambio culturale, crea piccole realtà di partecipazione attiva.spettacolo è per noi uno strumento al servizio del corpo il cui fulcro è il recupero del suo significato più antico: emozionare e comunicare. Ciò crea interessanti scambi con differenti sensibilità e può essere strumento di unione e di sollievo di tensioni e conflitti.progetto Circo nel Deserto,da continuità a un percorso iniziato in Italia e nei campi profughi di Tindouf,che continuerà negli anni,con lo scopo di trasmettere tramite l’arte un messaggio di uguaglianza e condivisione fra le culture.

Lo spettacolo
“Circo In Zir” é uno spettacolo di teatro-circo nato per essere la base artistica del progetto, ovvero un “contenitore” con un duplice scopo.primo, in Italia, sarà quello di divulgare, promuovere e finanziare il progetto tramite una serie di collaborazioni con teatri, circoli culturali e centri giovanili.secondo scopo, nei territori africani, sarà quello di far diventare la creazione in sé il mezzo di espressione e comunicazione con le popolazioni e le realtà dei luoghi, inoltre sarà la “materia grezza” da modellare e arricchire in base alle esperienze e conoscenze della cultura straniera acquisite durante il viaggio.’intreccio della narrazione dello spettacolo prende vita a partire dal viaggio e si fa “Caravana narrante” per la sua capacità di esprimere le forme e i movimenti che lo circondano.spettacolo confluiscono tutte le esperienze e peculiarità dei singoli componenti del gruppo unite ad un lavoro collettivo di ricerca e creazione.
La nostra presenza in movimento verso spazi scenici nuovi (intesi anche come nuovi territori culturalmente distanti dalla nostra occidentalità) con il nostro corpo e i nostri attrezzi di circo, da l’occasione di rendere “possibile l’impossibile” che per lo spettatore si traduce in una relazione diretta e partecipazione di scambio attivo con l’ attore.
In tal modo il circo può divenire veicolo di emozioni, ma non perché intenda “esprimere” sentimenti, bensì in quanto il rapporto fra emozione e movimento si stabilisce a partire dall’avvicinamento alle persone con differenti sensibilità.nostro punto di forza è la poliedricità delle discipline praticate, infatti saranno presenti numeri di giocoleria, manipolazione di oggetti, filo teso, corda molle, clownerie, musica dal vivo, antipodismo, acrobatica, acrobalance, e stravaganze varie. In base alle caratteristiche tecniche della locazione si potrebbero inoltre realizzare performance di discipline aeree (ovvero tessuti, corda, trapezio e palo cinese), non prescindendo appunto dalla assoluta sicurezza e stabilità della struttura.

La parata
La parata è il nostro modo per presentare il nostro arrivo in ogni nostra tappa.svolgerà lungo le strade e in mezzo alle tende animando con coreografie singole e di gruppo,a terra e sui trampolie con musica dal vivo.ci servirà anche a promuovere le nostre attività in loco.

La musica
Il tamburo, e la percussione in generale, rappresenta lo strumento primordiale della musica di tutto il mondo; la sua energia e la sua capacità di coinvolgimento e di comunicazione ci offrono la possibilità di utilizzare la musica come luogo di aggregazione, conoscenza e scambio interpersonale e interculturale, il tutto sotto la spinta creativa della musica e del movimento del corpo; inoltre, la percussione è per sua natura ben più accessibile degli altri strumenti musicali, poiché richiede una tecnica di base molto più semplice e istintiva;questo permette ai partecipanti al laboratorio di imparare a suonare rapidamente uno strumento e di costruire in pochi incontri un vero e proprio gruppo di percussioni completo e autonomo. Si darà maggiore attenzione ai ritmi utilizzati nelle parate stradali, nella migliore tradizione Afrobrasiliana. Inoltre si cercherà con l’aiuto dei partecipanti, di mescolare le varie tradizioni musicali fra loro, tentando di creare ritmi nuovi, dando la possibilità a tutti i partecipanti di essere anche “autori” delle musiche che andremo a suonare.
compagnia:

Il viaggio:
I gruppi a partire da Bologna saranno due:

  • Il primo gruppo composto da 9 artisti e tecnici partirà il 22 di febbraio da Bologna per Civitavecchia e imbarcarsi verso Algeri,poi scenderà a sud verso i campi Saharawi nelle prossimità di Tindouf ed arrivare il 25 febbraio e stare nei campi fino al 6 marzo.

Il 6 marzo si riparte verso il nord Africa,continuando a proporre spettacoli e laboratori lungo il viaggio, per tornare ad Algeri e imbarcarsi verso l’Italia.

Il secondo gruppo, 9 artisti tra percussionisti, acrobati e clown partirà il 24 febbraio da Bologna per Algeri,poi Tindouf via aerea per ritornare il 3 di marzo in Italia.

 

Gli Eventi e gli Spettacoli di autofinanziamento
organizzati in gennaio/febbraio 2012, a
sostegno del viaggio della carovana CIRCO INZIR in Saharawi
dal 22/02/2012 al 30/03/2012:

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